Articles

The Shelby White and Leon Levy Program for Archaeological Publications

Posted on

Autori antichi (da Strabone a Procopio) così come studi recenti hanno sottolineato l’importanza economica e amministrativa della città di Taposiris Magna, situata verso la punta occidentale dell’attuale lago Mariout (o Maryut), a ovest di Alessandria, in Egitto (30°56’21.52”N / 29°31’20.44”E). L’insediamento archeologico, attestato dal III sec. a.C. all’inizio dell’VIII sec. d.C., deve la sua fortuna alla sua posizione strategica, tra il Mediterraneo e il lago, in una regione prospera nell’antichità, la Mareotis, e al suo ruolo come porta d’ingresso dalla Libia e come chiusa nel complesso portuale lacustre alessandrino. Le sue strutture lacustri non hanno eguali sulla riva nord per dimensioni e complessità: un canale approfondito artificialmente che corre in direzione est-ovest, delimitato a sud da un argine lungo 2 km fatto di strati di rifiuti, su cui sono stati costruiti magazzini; un molo di pietra lungo più di 200 m che chiude il bacino a est; una torre off-shore che sorveglia il canale a est, e a ovest, molteplici infrastrutture che delimitano il bacino del lago; e una strada rialzata che blocca il lago da nord a sud. La longevità del complesso portuale e il coinvolgimento delle autorità centrali in vari programmi di sviluppo mostrano il ruolo chiave che il sito giocava nelle reti economiche che collegavano Alessandria al suo entroterra. Tuttavia, nonostante la testimonianza degli antichi che insistevano sull’orientamento verso il lago del sito, questo aspetto non ha mai attirato tanta attenzione quanto i monumenti della città alta (tempio di Osiride, Torre degli Arabi, tombe). Solo la spedizione di Brooklyn guidata dal Prof. E. Ochsenschlager ha condotto una breve campagna nel 1975 sulla parte occidentale del porto.

A differenza delle missioni precedenti, la spedizione francese a Taposiris e Plinthine ha scelto di concentrarsi sulle operazioni nella zona del lago dal 1998 al 2010. Ha effettuato un’indagine sistematica di tutte le vestigia (architettoniche e topografiche), datando le varie fasi di sviluppo del complesso portuale (dall’ellenismo al bizantino) mostrando che molte strutture dell’intera città fanno parte di un ambizioso programma iniziato nel II/III sec. d.C. per controllare gli scambi. I rilievi elettromagnetici e le indagini geomorfologiche, pur evidenziando la portata delle trasformazioni ambientali, hanno sottolineato i fattori (naturali o politici) di queste evoluzioni e il loro impatto sulle attività e funzioni del sito. Hanno permesso di collegare la storia del sito all’evoluzione del lago nel corso della lunga durata. Inoltre, il ruolo di terminale assunto da Taposiris in epoca romana ha fatto sì che, per comprendere la logica delle trasformazioni ivi osservate, l’esplorazione si è estesa più a est e ha dato luogo a rilievi topografici e scandagli: colpisce l’eccezionale concentrazione di siti e bacini portuali (Plinthine, Rahim, Qoseir, Gamal) a est di Taposiris. L’interpretazione delle vecchie mappe e dei dati geomorfologici ha dimostrato che erano delimitati dallo stesso canale.

Finora, alcuni articoli danno solo un piccolo assaggio della ricchezza delle conclusioni ottenute e i risultati finali delle analisi geomorfologiche sono ancora inediti. L’obiettivo della borsa di studio è quello di completare gli studi sia dei resti archeologici che del contesto paleoambientale al fine di ottenere una pubblicazione finale di questo sito eccezionale. La pubblicazione (stampa cartacea e Web-GIS) offrirà una nuova visione della storia del lago Mareotis nell’Antichità e spiegherà i cambiamenti ambientali e il loro impatto sulle dinamiche delle società e dell’economia.

Il progetto di pubblicazione è diretto dal Dr. Bérangère Redon e dalla prof. Marie-Françoise Boussac

Ponte da sud-ovest
Fig.1: Ponte da sud-ovest
L'argine artificiale di Taposiris Vista da sud
Fig.2: Argine artificiale di Taposiris, vista da sud
Strutture ellenistiche recuperate dai rifiuti del canale
Fig.3 Strutture ellenistiche recuperate dai rifiuti del canale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *